Elenco Articoli nelle categoria "Autismo"

Bricolage del cuore – Leroy Merlin

 

 

 

 

 

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Bricolage del cuore è un progetto che unisce azienda, collaboratori, comunità e persone in difficoltà tutte unite nel migliorare l’habitat. Perché il nostro punto di vista è “migliorare la casa migliora la vita”. Con BDC aiutiamo a migliorare la vita di alcune persone o categorie disagiate.

 

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Il “Bricolage del Cuore” è il progetto di Volontariato d’Impresa grazie al quale ogni Collaboratore Leroy Merlin può mettere a disposizione, su base volontaria, una giornata lavorativa all’anno da dedicare a progetti socialmente utili.

Leroy Merlin è l’Azienda di riferimento per tutto ciò che è ristrutturazione, miglioramento e abbellimento di casa e giardino. I nostri Collaboratori sono esperti e professionisti del proprio mestiere.

 

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Perché non unire allora questi due aspetti che ci caratterizzano fortemente per mettere a disposizione della Società le nostre competenze e fare qualcosa di concreto?

Il «Bricolage del Cuore» non è un progetto di sponsorizzazione tradizionale ma un progetto costruito e condiviso con i nostri partner.

 

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Sicuramente possiamo mettere a disposizione i nostri prodotti ma soprattutto il tempo e le competenze dei nostri Collaboratori per “fare” ciò per cui siamo esperti: bricolage per il miglioramento di strutture e giardini

Le nostre azioni si suddividono su tre categorie:

-La casa come bene comune con interventi presso istituti scolastici e beni della Comunità.

-La casa come accoglienza con interventi presso strutture di ospitalità per categorie vulnerabili.

-La casa come abitazione con interventi presso famiglie in difficoltà.

 

 

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Nel 2014 con il coinvolgimento dei nostri Collaboratori, sono stati realizzati 55 progetti. Il 47% dei progetti realizzati sono stati a favore delle Scuole e ci hanno permesso di raggiungere importanti risultati nella diffusione della cultura della Sostenibilità tra i più giovani e di dare un prezioso contributo nel recupero di molti istituti scolastici in condizioni di degrado.

Il 33% ha interessato il Territorio e ci ha consentito una maggiore integrazione nella Comunità e un coinvolgimento degli Abitanti, coerentemente al nostro obiettivo di essere per questi il primo interlocutore di riferimento.

Il 20% dei progetti ha previsto un impegno concreto a beneficio di Case accoglienza e persone in difficoltà.

Disabili insieme con l’Esercito contro barriere e pregiudizi

http://iltirreno.gelocal.it/livorno/cronaca/2016/05/06/news/disabili-insieme-con-l-esercito-contro-barriere-e-pregiudizi-1.13422858?ref=fbftili

Io (oggi) sono Giulio, e domani?

http://www.finestraperta.it/io-oggi-sono-giulio-e-domani/?utm_campaign=shareaholic&utm_medium=facebook&utm_source=socialnetwork

In cammino con noi.

Irene, ragazzina disabile in gita. ‘Un successo’

Oristano gita con studentessa diversamente abile

 

 

http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2016/05/10/irene-ragazzina-disabile-in-gita.-un-successo_18b23bf2-cf1d-4f87-b05e-43dce7939708.html

Io sono Giulio

Essere nel 2016 constatare che il Medioevo sia di grande attualità.

Mi chiamo Giulio , ho 14 anni , sono affetto da autismo, ma sono anche “altro”!!!
La mia classe oggi è in gita; io no!
Nessuno ha avvertito la mia famiglia, quindi …….sono andato a scuola e mi sono trovato da solo.
Peccato mi sarebbe piaciuto molto passare una giornata all’aria aperta, in pulman, mi piace molto il pulman.
Però “qualcuno ” ha ritenuto che non era adatta a me questa giornata.
Ci sono rimasto molto male ma non potendo esprirmi a parole sembra che a quel “qualcuno” non importi.
Che faccio, ringrazio “qualcuno” per avermi risparmiato da una serie di emozioni bellissime che avrei potuto provare, oggi, in gita con i miei compagni all’aria aperta?

http://www.pernoiautistici.com/2016/04/io-sono-giulio-e-nessuno-impedira-piu-a-un-autistico-di-andare-in-gita-con-la-scuola/

http://www.lanazione.it/livorno/gita-studente-autistico-1.2058251

http://m.iltirreno.gelocal.it/livorno/cronaca/2016/04/13/news/bimbo-autistico-le-versioni-della-mamma-e-della-preside-della-scuola-1.13288935

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Giornata mondiale dell’autismo, nuove speranze dalla ricerca

http://www.repubblica.it/salute/2016/04/01/news/giornata_mondiale_autismo-136687202/

Temple Grandin la Professoressa autistica

Il 2 aprile è la Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo e noi vi raccontiamo la storia di Temple Grandin la Professoressa autistica .
Quando nasce Temple Grandin, all’inizio degli anni Cinquanta, autismo è una parola nuova usata per descrivere una malattia inspiegabile, a molti sconosciuta. E’ chiusa nel suo mondo Temple, a tre anni ancora non parla e non è una bambina espansiva né alla ricerca dell’affetto e dell’approvazione degli altri.
Quando sua madre la tiene in braccio Temple si irrigidisce e la graffia, cercando di divincolarsi. Invece di fare i puzzle mastica le tessere e le sputa. Ma con gli animali è diverso: è con loro che Temple, fin da bambina, sente di riuscire a stabilire un metodo di comunicazione più efficace che con gli umani, che spesso si dimostrano incapaci di comprendere, e quindi di accettare, una mente che ragiona in un modo così diverso dal consueto. Gli animali invece riesce a sentirli, a comprenderne le paure, a capirne le necessità. Gli animali rispondono agli stimoli esterni secondo regole precise e con un’attenzione concentrata su particolari visivi, uditivi e tattili che in genere agli uomini sfuggono. Ma non a Temple Gradin. Accanto a lei c’è sempre la figura materna, una donna determinata e pronta a sostenerla sempre e che, scoperte le difficoltà espressive e relazionali della figlia, non cede alle indicazioni di “rinchiuderla” in un Istituto ma, seguendo il proprio istinto, la stimola incessantemente affinché non diventi prigioniera di quel suo mondo inesplorabile.
Grazie al sostegno materno e di alcuni insegnanti che credendo nelle sue potenzialità le insegnano a parlare, leggere, scrivere e a stare con gli altri, Temple è motivata ed incoraggiata ad intraprendere qualsiasi nuova strada, sperimentando quello che la sua mente le suggerisce. Negli anni consegue diversi titoli, partendo da una laurea di primo livello in psicologia al Franklin Pierce College, passando per una laurea in zoologia all’Università Statale dell’Arizona e concludendo poi con il dottorato di ricerca in zoologia presso l’Università dell’Illinois nel 1989.
Sentire e vedere il mondo come lo sentono e vedono gli animali è il punto di forza di Temple Grandin, la capacità di visualizzare oggetti conosciuti e oggetti inesistenti, di immaginare di modificarli o di guardarli da nuove angolazioni. Temple chiama tutto questo pensare per immagini, ed è questa capacità ad averla resa una studiosa conosciuta in tutto il mondo per le sue ricerche sugli animali destinati a nutrirci e per gli impianti da lei progettati, in grado di migliorare sensibilmente le condizioni di vita all’interno degli allevamenti.
Per domare le paure delle mucche Grandin ha disegnato degli allevamenti che prendono spunto dal comportamento naturale degli animali e dalle loro paure. Le mucche ad esempio tendono ad essere spaventate da suoni ed ombre, che andrebbero tenuti al minimo; può disturbarle anche una semplice catena fuori posto, che possono avvertire come una sensazione di pericolo. Sono più tranquille invece quando si muovono in gruppo in circoli, e per questo motivo Temple Grandin ha progettato percorsi al cui interno si trovano diverse curve così da impedire alla mandria di vedere gli uomini che le spaventano. Nonostante questo percorsi portino al macello, per la Grandin non significa che debbano essere trattate in modo disumano.
Come raccontato dalla stessa Professoressa, pensare per immagini significa avere il cinema nella testa, vuol dire possedere una mente che funziona come “Google immagini”. Quando era bambina credeva che tutti pensassero per immagini come lei, poi crescendo e con l’occasione della stesura del suo primo libro ha cominciato ad intervistare le persone sulla loro modalità di pensiero: è stato sconvolgente e del tutto imprevisto per Temple scoprire che il suo modo di pensare fosse del tutto unico e parecchio diverso da quello comune.
“Per farvi un’idea di come possa funzionare la mia mente, immaginate una presentazione in PowerPoint: voi dovete semplicemente cliccare perché le slide procedano.”
Secondo il pensiero della Grandin, le persone con diagnosi di autismo possono dare un contributo notevole e fondamentale alla società, ma è importante dare loro la possibilità di farlo individuando e sviluppando i punti di forza, quelli che sono i loro talenti ed interessi, evitando al contrario di concentrarsi sui deficit, su “ciò che non funziona”.
A rendere famosa la Grandin è stata la sua invenzione nota sotto il nome di “Macchina degli abbracci”, un sistema che consta di due assi di compensato che si stringono ai lati di una panca. L’idea ha avuto origine dall’osservazione di come le mucche diventassero mansuete dentro la gabbia di contenimento usata dal veterinario per visitarle. Un abbraccio per Temple, soprattutto quando era molto giovane, significava un sovraccarico sensoriale di impulsi contrastanti che scatenavano in lei la necessità di rifugiarsi all’interno della macchina.
La macchina per gli abbracci, che Temple ha usato per parecchi anni durante i suoi attacchi di panico, è anche il titolo di uno dei suoi diversi libri che ha avuto maggior successo.

http://www.abilitychannel.tv/temple-grandin-la-professoressa-autistica/

Giornata mondiale della consapevolezza sull’Autismo

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Consigli di comunicazione per i compagni dei bimbi autistici

http://www.nonsprecare.it/come-comunicare-bambini-autistici-vademecum-amicizia-integrazione-scolastica

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