Integrazione reciproca e “Quasi-teatro”

“Mettendoci in sintonia con le capacità e le esigenze specifiche delle persone fuori del normale,

dovremmo riuscire a creare alternative praticabili estranee alle scelte prevalenti della società

industriale. E alla fine forse scopriremo che è un vantaggio per tutti avere relazioni sociali

considerate adatte alle persone fuori del normale”.

Nils Christie “Oltre la solitudine e le istituzioni”

Che cos’è?

Il progetto di laboratorio teatrale nelle classi si inserisce nell’insieme di attività che la scuola attua per favorire l’integrazione nel “gruppo classe” dei bambini con disabilità. È un’attività già sperimentata e dedicata alle classi di bambini affetti da disturbo autistico o da altri disturbi della relazione e della comunicazione.

“L’attività espressiva-teatrale proposta, offre ai bambini che hanno difficoltà a comprendere la normale interazione sociale e a impegnarsi in essa, una via possibile per osservare gli altri e iniziare ad interagire con loro.

Il linguaggio espressivo-teatrale, infatti, è composto da un insieme di linguaggi diversi (verbale, non verbale, mimico, gestuale, prossemico, corporeo, musicale, fantastico e fantasioso) con lo scopo di proporre ai bambini uno spazio ed un tempo in cui poter sperimentare nuove ed originali modalità di interazione tra pari, al di là dei giochi di gruppo e delle interazioni verbali “convenzionali” .

Ogni alunno viene coinvolto nella sua unicità, valorizzando le diverse abilità. Tale modalità relazionale, combinata ad un sottofondo ludico fatto di “esercizi”, agevola la creazione un clima cooperativo. Uno degli scopi dell’attività è la creazione di scene corali in cui ogni “attore” ha uguale responsabilità in questo processo creativo, aperto a molteplici possibilità come in un copione che si scrive e si riscrive in base ai bisogni che emergono.

Vengono favoriti comportamenti di amicizia ed aiuto verso i bambini con disabilità (valorizzazione della risorsa compagni) anche attraverso il dare importanza e permettere il coinvolgimento di tutti gli alunni nelle attività spontanee proposte dal bambino con disabilità (movimenti stereotipati, vocalizzazioni ecc…).

La modalità operativa è integrativa, in quanto parte dal singolo per arrivare ad una attività di gruppo: gli esercizi espressivo-teatrali si costruiscono a partire dall’esplorazione delle potenzialità espressive di ogni alunno, favorendo poi esperienze corali in cui l’attenzione di tutto il “gruppo classe” è condivisa. Ci si trova così a condividere un fare insieme per essere nel medesimo spazio, nel medesimo tempo, nella medesima scena teatrale, quali protagonisti e fruitori di un clima di accoglienza delle diversità, di ascolto e di attenzione alle individualità”.

di Chiara Siviero

Obiettivi

  • creare un contesto innovativo che sviluppi nuove modalità di interazione tra pari
  • favorire la coesione del gruppo classe
  • stimolare la creatività di ogni alunno
  • esercitare l’attenzione condivisa e la concentrazione attraverso un’attività il cui spirito è il divertimento
  • facilitare l’incontro e la scoperta dell’altro, nella sua diversità di ritmo, di andatura, di postura e di modalità espressiva
  • creare degli spazi di interazione in cui il bambino si senta libero di esprimere le proprie emozioni
  • sperimentare nuovi canali di comunicazione, anche non verbali, per esplorare le proprie potenzialità espressive, comunicative e relazionali