Progetto Farfalla


…e durante la prima lezione di danza, nel bel mezzo di un esercizio in cerchio, sbattendo le sue “ali”, S. sorride, guarda la maestra e dice…”Lalla!”!!! Nasce così il nome del progetto Farfalla

Un luogo non usuale per bambini e ragazzini con autismo, una scuola di danza, si trasforma in un contesto in cui è possibile progettare un’attività psicoeducativa. Attraverso la collaborazione fra una maestra di danza ed una educatrice, ed un monitoraggio periodico con lo psicologo dell’associazione, questo progetto tutto “al femminile” rappresenta, per due bambine di 6 e 11 anni, un’esperienza educativa “diversa” ed emozionante.

Andare a danza prevede innanzitutto il coinvolgimento attivo delle mamme, che insieme alle figlie scelgono i vestitini, le scarpe e tutto l’occorrente per fare le ballerine.

E’ un’attività di tempo libero, extrascolastica e fuori dalle stanze dei centri riabilitativi, in cui le bambine imparano a gestirsi in modo autonomo, così come fanno le loro coetanee, a conoscere e riconoscere gli aspetti della propria femminilità ed a curare il proprio corpo di donna in crescita. Inoltre, rappresenta un’attività ludico-motoria importante per la coordinazione ed il benessere generale.

A., bambina di 11 anni, sta imparando a spogliarsi e rivestirsi da sola prima e dopo la lezione, a riempire la borsa con gli indumenti necessari, a fare la doccia imitando i movimenti dell’educatrice che la orienta, a rispettare i tempi ed a regolare il suo comportamento adattandosi alle regole che le sono state spiegate all’inizio.

S. invece, bambina di 6 anni, ha accettato di infilarsi le calze e mettersi il vestitino di danza, e sta seguendo piano piano le indicazioni della maestra, imitandone i movimenti, per tempi sempre più lunghi.

Il progetto Farfalla è un esempio di come si possa sfruttare anche contesti “diversi” per costruire un’attività psicoeducativa per bambine con autismo. L’attività di danza, in questo caso, motiva le bambine ad impegnarsi ed a  partecipare attivamente, a comunicare verbalmente i loro desideri e stati d’animo, ad imitare le sequenze motorie, a seguire le istruzioni, ad apprendere piccole sequenze che serviranno a prepararle alla loro vita da giovani donne.

Ed infine…A. sta imparando a ripetere da sola una piccola coreografia, che speriamo riuscirà a ballare davanti ad un vero pubblico e con altre bambine della sua età, nell’occasione del saggio di danza di fine anno!

In bocca al lupo bambine!

Fabio Franciosi