Progetto Piscina


Autismo Livorno è costantemente impegnata nella ricerca di contesti “naturali” adatti alle esigenze educative e di integrazione dei propri figli.

Contesti (come palestre, scuole di danza, piscine,..) non prettamente caratterizzati da un esplicito intento terapeutico, ma nei quali le persone con autismo possono essere incluse e fare così un’esperienza  serena di apprendimento con altri coetanei non affetti dallo stesso disturbo, che inevitabilmente si trasforma anche in esperienza abilitativa.


PRESUPPOSTI TEORICI e OBIETTIVI

Per una persona con autismo, essere inserito in un corso di PISCINA può avere molteplici influenze positive sul suo percorso di vita.

o        Il momento della piscina è senza dubbio un tempo “ricreativo”, che in una giornata di intense esperienze educative strutturate rappresenta la possibilità di fare qualcosa di piacevole, pur richiedendo un minimo sforzo di adattamento al nuovo contesto.

o        L’elemento ACQUA, inoltre, si oppone alla forza di gravità e permette una diversa motricità al soggetto. La componente liquida, permette al soggetto che vi si immerge completamente di provare sensazioni su tutto il corpo, in modo del tutto estraneo alle comuni sensazioni di rigidità, pesantezza, facilitando inoltre la percezione dei confini del proprio corpo rispetto all’ambiente. Ne è un esempio esplicito la creazione di bolle d’aria e la possibilità di poterle vedere, sentire ed udire intorno al proprio corpo.

o        La peculiarità dell’ambiente piscina, riguarda la possibilità di utilizzare i SENSI in modalità nuove:

-          la presenza di odori e di sapori dati dal cloro, che “omogeneizza” la varietà delle abituali stimolazioni olfattive e gustative sperimentate nell’ambiente terrestre;

-          la vista, che in acqua si sperimenta come una nuova modalità di guardare gli altri con nuove prospettive;

-          il tatto, esteso non solo alle mani, ma alla totalità del corpo “avvolto” dall’ambiente acqua;

-          l’udito che anch’esso assume una nuova dimensione: scendendo infatti sotto il “pelo dell’acqua”, i suoni divengono “ovattati”, alleggerendo il carico delle stimolazioni uditive.

o        Naturalmente la presenza dell’operatore fa sì che alla crescente autonomia del soggetto che sperimenta un nuovo contesto, si affianchi anche la possibilità di sperimentare una nuova RELAZIONE, caratterizzata da un’alleanza basata sulla fiducia e sulla cooperazione che si instaurano per mezzo dei giochi e degli “esercizi” che vengono sottoposti al bambino, nel rispetto dei suoi tempi.

o        Il soggetto quindi ha modo di allenare le proprie abilità e la propria capacità di AUTONOMIA, sperimentando movimenti nella piena libertà, supportato e stimolato da input visivi e tattili dell’operatore e degli altri bambini presenti in vasca per la lezione di nuoto.

Gli OBIETTIVI attesi, oltre al benessere globale del bambino autistico ed alla possibilità di apprendere ed affinare le abilità di nuoto, sono riconducibili al miglioramento dell’autonomia e delle proprie abilità sociali e relazionali all’interno della diade con l’operatore e con gli altri bambini.

STRUMENTI e METODO

Per i motivi sopra indicati, i bambini ed i ragazzini dell’Associazione necessitano di uno spazio comune in cui poter fare, a gruppi di due-tre alla volta, attività con altri bambini, e di OPERATORI che seguano il loro percorso,

-          facilitando il processo di adattamento al nuovo contesto;

-          aiutandoli e motivandoli ad imparare gli aspetti “tecnici”;

-          che abbiano il ruolo di “traduttori” di questa esperienza;

-          che aiutino anche gli altri bambini a comprendere il diverso funzionamento dei bambini autistici e ad interagire con loro;

-          che collaborino al buon andamento dell’esperienza, prevenendo e gestendo eventuali comportamenti che vanno fuori dalle regole;

-          che collaborino dall’arrivo del bambino fino alla sua uscita, aiutando i bambini anche nei momenti legati allo spogliatoio.