“Ti racconto mio figlio”


Da settembre 2010, all’interno dell’Associazione Autismo Livorno, un piccolo gruppo di mamme con bambini affetti da sindrome dello spettro autistico, di età diverse, si è impegnato in un percorso comune, offrendo di portare la propria esperienza al servizio di alcune scuole del territorio.

L’idea “pilota” nasce anche dall’esigenza di tradurre, in un modello condiviso, le iniziative private di molti genitori di bambini con autismo, che tentano instancabilmente di aiutare i compagni di classe e le maestre a comprendere e ad aiutare il proprio bambino.

Per tutti i bambini, avere un compagno di classe con difficoltà di comunicazione e di relazione rappresenta un’esperienza emotivamente intensa. A volte sentono dire di lui che è “autistico”, ma non basta per spiegare come mai egli non comunica come tutti gli altri, non cerca gli altri per giocare, fa cose “strane”, si impegna in giochi incomprensibili, ha dei comportamenti non comuni e reazioni emotive che cambiano repentinamente senza apparente motivo. A prima vista sembra un bambino come tutti gli altri, eppure i suoi compagni di classe vivono la frustrazione di non sapere come coinvolgerlo, come stare in sua compagnia, come chiedergli le cose.

Da parte sua, anche il bambino con autismo ha le stesse difficoltà. Tante cose che fanno i suoi compagni gli sembrano incomprensibili, non riesce ad introdursi come gli altri nelle attività che gli piacciono, non riesce a comunicare cosa gli dà fastidio e cosa invece gli piace. Vive un’analoga frustrazione, che può diminuire ulteriormente il suo livello di partecipazione alle attività scolastiche.

Ci siamo chiesti: cosa fare per aiutare tutti i bambini a viversi ancor più serenamente tra loro in classe, facendo si che le loro reciproche diversità diventino un valore aggiunto per tutti? Quale aiuto indiretto poter offrire ai bambini affetti da autismo, sempre con l’obiettivo di facilitare in loro adeguati livelli di partecipazione e apprendimento? Come creare “circoli virtuosi” in tutti quei contesti in cui sono inseriti i bambini con autismo? Quali sensibilità sviluppare a livello collettivo?

L’obiettivo generale di questo “nuovo” gruppo di formatrici, è quello di facilitare un reale processo di integrazione reciproca all’interno della classe, aiutando i bambini, i loro genitori e le maestre, a

– comprendere i limiti, le risorse ed il funzionamento così “particolare” del bambino con autismo

– trovare modalità sempre diverse per stare insieme

– vivere più serenamente l’incontro con le reciproche diversità

I materiali utilizzati sono le parole, le immagini, i video e tutto ciò che possa, con estrema semplicità, aiutare a comprendere…

Un esempio? guarda qui…

Ciao a tutti! Sono Enrico  (.pdf)

Enrico (Video con audio)

Enrico Prima Media